La storia del marchio Gennarelli Bideri nasce a Napoli con Ferdinando Bideri, erede di Emmanuele. Fu lui a dare impulso industriale all’editoria musicale cittadina aprendo una libreria in via Costantinopoli. Correva l’anno 1876 e, nel giro di poco tempo, quella libreria diventò un punto di riferimento della scena culturale partenopea.

FERDINANDO BIDERI, INNOVATORE TECNOLOGICO
Nel 1883 Ferdinando Bideri fu tra i primi ad introdurre in Italia modernissime macchine stampatrici. Le fece arrivare dalla Germania, dall’Inghilterra, dalla Francia e dagli Stati Uniti e le installò nella nuova sede di via S. Pietro a Majella, a due passi dal Conservatorio. La sua naturale propensione all’innovazione tecnologica portò all’allestimento di un’attrezzatissima tipografia, dotata di una zincografia per la lavorazione dei cliché. Un’altra sua geniale intuizione fu quella di assumere un tecnico tedesco: il suo compito principale era di addestrare personale italiano.

Ben presto i locali di via San Pietro a Majella divennero il punto d’incontro dei maggiori letterati, musicisti e pittori di Napoli o di passaggio per Napoli. Tra gli altri, frequentarono il salotto Bideri artisti del calibro di Gabriele D’Annunzio, Salvatore di Giacomo, Ferdinando Russo nonché il giovanissimo Benedetto Croce.

NON SOLO NAPOLI: GABRIELE D’ANNUNZIO E OSCAR WILDE
A Ferdinando Bideri si deve la stampa della prima edizione de “L’innocente” di D’Annunzio, rifiutata da Treves perché “troppo audace”. Discorso analogo per la versione italiana di “Salomè” di Oscar Wilde. Senza tralasciare la pubblicazione di “Pipa e Boccale” e “Ariette e sonette” di Di Giacomo. Don Salvatore si trovò così a suo agio nella tipografia Bideri che volle servirsene quando pubblicò, a sue spese, la prima pregiatissima edizione della “Cronaca del Teatro San Carlino”, oggi vero e proprio pezzo di antiquariato.

L’EPOPEA DELLA TAVOLA ROTONDA
Nel 1891 Ferdinando Bideri diede vita al settimanale “La Tavola Rotonda”, al quale collaborarono i maggiori letterati del tempo. Benedetto Croce, Matilde Serao, Edoardo Scarfoglio nonché i giovanissimi Luigi Pirandello e Giovanni Pascoli furono collaboratori assidui. E fu proprio sulla “Tavola Rotonda” che videro la luce per la prima volta quelle che diventeranno le canzoni napoletane più celebri del mondo, a partire da ‘O sole mio.
Ma non è tutto: sulla “Tavola Rotonda”, il 14 febbraio 1909 apparve, con sei giorni di anticipo sul “Figaro” di Parigi, il Manifesto sul Futurismo di F.T. Marinetti.

Col tempo, il settore musicale si sviluppò sempre di più trovando nelle feste di Piedigrotta una straordinaria ribalta promozionale. La storica tipografia di San Pietro a Majella arrivò a stampare ogni anno decine di migliaia di spartiti musicali.

Il successo delle canzoni, però, non scalfì la passione di Ferdinando Bideri per i libri. Accanto alle tragedie di Shakespeare stampava “Il libro dei sogni” e “La vera cabala”; accanto ai drammi di Shiller stampava i “Paladini di Francia”; accanto al dizionario del Tommaseo si editava i romanzi di Mastriani.

Ferdinando Bideri morì il 14 Luglio del 1930, ma l’attività della casa editrice che portava il suo nome proseguì. Anzi, si sviluppò ulteriormente diventando il principale riferimento in termini di canzone napoletana. Negli anni successivi furono acquisiti i repertori di altre importanti case editrici quali la Gennarelli, la Santojanni, la Santa Lucia, la Scia e la Donnarumma.
Accanto a titoli come ‘O marenariello, I’ te vurria vasà, Torna a Surriento, Voce ‘e notte, Pusilleco addiruso, Maria Marì, Come pioveva, La spagnola si aggiunsero titoli quali Piscatore ’e Pusilleco, Napule ca se ne va, Signorinella, ‘O paese d’‘o sole, Zappatore, ‘O Surdato ‘nnammurato, Marechiaro Marechiaro.

ELVIS PRESLEY, IT’S ‘O SOLE MIO AGAIN
Un altro momento di grossa espansione si ebbe agli inizi degli anni ’60. Merito di Elvis Presley che rilanciò a livello mondiale ’ O sole mio e Torna a Surriento.
L’inizio del terzo millennio ha visto la Gennarelli Bideri proseguire l’attività editoriale avviata da Ferdinando Bideri individuando, ancora una volta, nell’innovazione tecnologica il fattore di sviluppo su cui far leva per affrontare le sfide di un mercato sempre più globalizzato.

Il complesso lavoro di digitalizzazione del vasto fondo documentale posseduto e lo sviluppo di applicativi per la fruizione remota di contenuti sono solo alcune delle tappe recenti del processo di innovazione che vede impegnata la Gennarelli Bideri nella creazione di nuovi prodotti e nuovo pubblico.